Articoli con tag: referendum

Bandiera bianca

Non scrivo da un bel po’. Avevo di peggio da fare. Mi ero però segnato, nell’irritazione di dicembre, di verificare la situazione ad una certa distanza dalla vittoriosa difesa dello status quo. L’occasione delle amministrative mi pare ghiotta, e quindi

Bandiera bianca

Non scrivo da un bel po’. Avevo di peggio da fare. Mi ero però segnato, nell’irritazione di dicembre, di verificare la situazione ad una certa distanza dalla vittoriosa difesa dello status quo. L’occasione delle amministrative mi pare ghiotta, e quindi

La fine della Repubblica negoziale?

Non è un mistero che la nostra Costituzione, nata anche quale reazione storica alla dittatura, ha disegnato un sistema di pesi e contrappesi molto incisivo, tale da imbragare qualsiasi tentativo autoritario. Ora, questo sistema – così pensato astrattamente in origine – ha finito col tempo per diventare un sistema di costante e pervasiva negoziazione di ogni scelta ad ogni livello: in Parlamento, al Governo, nelle Regioni. Ogni scelta deve passare per mille tavoli, mille livelli e mille stakeholder. Quella che è nata come una repubblica parlamentare, insomma, è degradata in una repubblica negoziale: che è la forma di governo “materiale” del nostro paese da decenni, a prescindere dalla “Costituzione più bella del mondo”. Ecco, la riforma va nella direzione contraria: cerca di sfoltire gli snodi di contrattazione, di agire in riduzione sui gangli della perenne e italianissima mediazione degli interessi, operando – seppur in modo limitato – sul piano dell’efficacia delle scelte, che vengono maggiormente concentrate. Si tratta insomma della tendenziale diminuzione degli snodi di contrattazione nel nostro sistema costituzionale: e su questo voteremo.

La fine della Repubblica negoziale?

Non è un mistero che la nostra Costituzione, nata anche quale reazione storica alla dittatura, ha disegnato un sistema di pesi e contrappesi molto incisivo, tale da imbragare qualsiasi tentativo autoritario. Ora, questo sistema – così pensato astrattamente in origine – ha finito col tempo per diventare un sistema di costante e pervasiva negoziazione di ogni scelta ad ogni livello: in Parlamento, al Governo, nelle Regioni. Ogni scelta deve passare per mille tavoli, mille livelli e mille stakeholder. Quella che è nata come una repubblica parlamentare, insomma, è degradata in una repubblica negoziale: che è la forma di governo “materiale” del nostro paese da decenni, a prescindere dalla “Costituzione più bella del mondo”. Ecco, la riforma va nella direzione contraria: cerca di sfoltire gli snodi di contrattazione, di agire in riduzione sui gangli della perenne e italianissima mediazione degli interessi, operando – seppur in modo limitato – sul piano dell’efficacia delle scelte, che vengono maggiormente concentrate. Si tratta insomma della tendenziale diminuzione degli snodi di contrattazione nel nostro sistema costituzionale: e su questo voteremo.

Il referendum e i suoi nemici

Sarò breve (bugia, però ci provo): mi sono veramente rotto del dibattito trivelle. Il problema non è tanto sostanziale (ovvero se essere a favore o contro) ma sullo strumento in questione, ovvero il referendum. Che diavolo di senso ha proporlo

Il referendum e i suoi nemici

Sarò breve (bugia, però ci provo): mi sono veramente rotto del dibattito trivelle. Il problema non è tanto sostanziale (ovvero se essere a favore o contro) ma sullo strumento in questione, ovvero il referendum. Che diavolo di senso ha proporlo

Un classico

In questi giorni tragici si sprecano, come è ovvio, i riferimenti al mondo greco-classico. Dal default del tempio di Delo nel IV secolo a Canfora che si diverte sul Corriere. Mi sembra però che si sia dimenticato forse il più

Un classico

In questi giorni tragici si sprecano, come è ovvio, i riferimenti al mondo greco-classico. Dal default del tempio di Delo nel IV secolo a Canfora che si diverte sul Corriere. Mi sembra però che si sia dimenticato forse il più