Articoli con tag: governo

Il paradosso del mentitore

“Io dico solo bugie”: come è noto, non è possibile accertare la veridicità di questa affermazione. Ed è proprio a fronte di questo paradosso che Mattarella aveva ottimi motivi per rigettare il nome dell’ottantaduenne bandiera antiestablishment (che poi altro non

Il paradosso del mentitore

“Io dico solo bugie”: come è noto, non è possibile accertare la veridicità di questa affermazione. Ed è proprio a fronte di questo paradosso che Mattarella aveva ottimi motivi per rigettare il nome dell’ottantaduenne bandiera antiestablishment (che poi altro non

Un prigioniero senza dilemma

All’uscita dal secondo giro di consultazioni, la prestazione teatrale di Berlusconi è stata veramente…non so cosa sia stata, nel senso, non trovo le parole. Provo quasi compassione, a fronte della farsesca rappresentazione del suo doppio crepuscolo: una senilità galoppante (nel

Un prigioniero senza dilemma

All’uscita dal secondo giro di consultazioni, la prestazione teatrale di Berlusconi è stata veramente…non so cosa sia stata, nel senso, non trovo le parole. Provo quasi compassione, a fronte della farsesca rappresentazione del suo doppio crepuscolo: una senilità galoppante (nel

La fine della Repubblica negoziale?

Non è un mistero che la nostra Costituzione, nata anche quale reazione storica alla dittatura, ha disegnato un sistema di pesi e contrappesi molto incisivo, tale da imbragare qualsiasi tentativo autoritario. Ora, questo sistema – così pensato astrattamente in origine – ha finito col tempo per diventare un sistema di costante e pervasiva negoziazione di ogni scelta ad ogni livello: in Parlamento, al Governo, nelle Regioni. Ogni scelta deve passare per mille tavoli, mille livelli e mille stakeholder. Quella che è nata come una repubblica parlamentare, insomma, è degradata in una repubblica negoziale: che è la forma di governo “materiale” del nostro paese da decenni, a prescindere dalla “Costituzione più bella del mondo”. Ecco, la riforma va nella direzione contraria: cerca di sfoltire gli snodi di contrattazione, di agire in riduzione sui gangli della perenne e italianissima mediazione degli interessi, operando – seppur in modo limitato – sul piano dell’efficacia delle scelte, che vengono maggiormente concentrate. Si tratta insomma della tendenziale diminuzione degli snodi di contrattazione nel nostro sistema costituzionale: e su questo voteremo.

La fine della Repubblica negoziale?

Non è un mistero che la nostra Costituzione, nata anche quale reazione storica alla dittatura, ha disegnato un sistema di pesi e contrappesi molto incisivo, tale da imbragare qualsiasi tentativo autoritario. Ora, questo sistema – così pensato astrattamente in origine – ha finito col tempo per diventare un sistema di costante e pervasiva negoziazione di ogni scelta ad ogni livello: in Parlamento, al Governo, nelle Regioni. Ogni scelta deve passare per mille tavoli, mille livelli e mille stakeholder. Quella che è nata come una repubblica parlamentare, insomma, è degradata in una repubblica negoziale: che è la forma di governo “materiale” del nostro paese da decenni, a prescindere dalla “Costituzione più bella del mondo”. Ecco, la riforma va nella direzione contraria: cerca di sfoltire gli snodi di contrattazione, di agire in riduzione sui gangli della perenne e italianissima mediazione degli interessi, operando – seppur in modo limitato – sul piano dell’efficacia delle scelte, che vengono maggiormente concentrate. Si tratta insomma della tendenziale diminuzione degli snodi di contrattazione nel nostro sistema costituzionale: e su questo voteremo.

Abbiamo bisogno che i 5 Stelle vincano

No, davvero. A Roma, a Torino e quasi quasi peccato che al ballottaggio non siano anche a Milano e Napoli. Almeno per un paio di motivazioni. Che trovano quasi tutte fondamento nell’avversità che provo per loro, s’intende. In primo luogo,

Abbiamo bisogno che i 5 Stelle vincano

No, davvero. A Roma, a Torino e quasi quasi peccato che al ballottaggio non siano anche a Milano e Napoli. Almeno per un paio di motivazioni. Che trovano quasi tutte fondamento nell’avversità che provo per loro, s’intende. In primo luogo,

Il referendum e i suoi nemici

Sarò breve (bugia, però ci provo): mi sono veramente rotto del dibattito trivelle. Il problema non è tanto sostanziale (ovvero se essere a favore o contro) ma sullo strumento in questione, ovvero il referendum. Che diavolo di senso ha proporlo

Il referendum e i suoi nemici

Sarò breve (bugia, però ci provo): mi sono veramente rotto del dibattito trivelle. Il problema non è tanto sostanziale (ovvero se essere a favore o contro) ma sullo strumento in questione, ovvero il referendum. Che diavolo di senso ha proporlo

Con tema di smentita

È bruttissimo scrivere quel che si pensa avverrà tra poche ore, con il rischio di vedersi smentito immediatamente: ma tant’è, non lo faccio di professione, né il notista politico né il chiromante (e con il PD, alle volte, ci vuole

Con tema di smentita

È bruttissimo scrivere quel che si pensa avverrà tra poche ore, con il rischio di vedersi smentito immediatamente: ma tant’è, non lo faccio di professione, né il notista politico né il chiromante (e con il PD, alle volte, ci vuole