Archivio della categoria: interni

Il piano B del Governo sull’immigrazione

Il mitico contratto di governo, al paragrafo 13 dedicato all’immigrazione, prevede in sostanza il superamento del Regolamento di Dublino mediante il rispetto principio di equa ripartizione delle responsabilità tra Paesi UE. Allo stesso modo, in questi giorni, gli esponenti del

Il piano B del Governo sull’immigrazione

Il mitico contratto di governo, al paragrafo 13 dedicato all’immigrazione, prevede in sostanza il superamento del Regolamento di Dublino mediante il rispetto principio di equa ripartizione delle responsabilità tra Paesi UE. Allo stesso modo, in questi giorni, gli esponenti del

Il paradosso del mentitore

“Io dico solo bugie”: come è noto, non è possibile accertare la veridicità di questa affermazione. Ed è proprio a fronte di questo paradosso che Mattarella aveva ottimi motivi per rigettare il nome dell’ottantaduenne bandiera antiestablishment (che poi altro non

Il paradosso del mentitore

“Io dico solo bugie”: come è noto, non è possibile accertare la veridicità di questa affermazione. Ed è proprio a fronte di questo paradosso che Mattarella aveva ottimi motivi per rigettare il nome dell’ottantaduenne bandiera antiestablishment (che poi altro non

Italiani brave vittime

Tra le tante cose che non mi piacciono tra quelle che stanno accadendo e/o per accadere, mi è parsa davvero significativa – e tremendamente evocativa – la definizione che il nuovo premier incaricato ha dato di sé quale “avvocato difensore

Italiani brave vittime

Tra le tante cose che non mi piacciono tra quelle che stanno accadendo e/o per accadere, mi è parsa davvero significativa – e tremendamente evocativa – la definizione che il nuovo premier incaricato ha dato di sé quale “avvocato difensore

Un prigioniero senza dilemma

All’uscita dal secondo giro di consultazioni, la prestazione teatrale di Berlusconi è stata veramente…non so cosa sia stata, nel senso, non trovo le parole. Provo quasi compassione, a fronte della farsesca rappresentazione del suo doppio crepuscolo: una senilità galoppante (nel

Un prigioniero senza dilemma

All’uscita dal secondo giro di consultazioni, la prestazione teatrale di Berlusconi è stata veramente…non so cosa sia stata, nel senso, non trovo le parole. Provo quasi compassione, a fronte della farsesca rappresentazione del suo doppio crepuscolo: una senilità galoppante (nel

Compagni che trollano

Alcuni (ormai non così pochi) anni fa, coi primi stipendi, sì decise tra amici di fare una vacanza on the road, con una meta moderatamente indie, almeno per l’epoca: la Romania. Giunti a Timisoara, andammo in banca a cambiare 100

Compagni che trollano

Alcuni (ormai non così pochi) anni fa, coi primi stipendi, sì decise tra amici di fare una vacanza on the road, con una meta moderatamente indie, almeno per l’epoca: la Romania. Giunti a Timisoara, andammo in banca a cambiare 100

Bandiera bianca

Non scrivo da un bel po’. Avevo di peggio da fare. Mi ero però segnato, nell’irritazione di dicembre, di verificare la situazione ad una certa distanza dalla vittoriosa difesa dello status quo. L’occasione delle amministrative mi pare ghiotta, e quindi

Bandiera bianca

Non scrivo da un bel po’. Avevo di peggio da fare. Mi ero però segnato, nell’irritazione di dicembre, di verificare la situazione ad una certa distanza dalla vittoriosa difesa dello status quo. L’occasione delle amministrative mi pare ghiotta, e quindi

La fine della Repubblica negoziale?

Non è un mistero che la nostra Costituzione, nata anche quale reazione storica alla dittatura, ha disegnato un sistema di pesi e contrappesi molto incisivo, tale da imbragare qualsiasi tentativo autoritario. Ora, questo sistema – così pensato astrattamente in origine – ha finito col tempo per diventare un sistema di costante e pervasiva negoziazione di ogni scelta ad ogni livello: in Parlamento, al Governo, nelle Regioni. Ogni scelta deve passare per mille tavoli, mille livelli e mille stakeholder. Quella che è nata come una repubblica parlamentare, insomma, è degradata in una repubblica negoziale: che è la forma di governo “materiale” del nostro paese da decenni, a prescindere dalla “Costituzione più bella del mondo”. Ecco, la riforma va nella direzione contraria: cerca di sfoltire gli snodi di contrattazione, di agire in riduzione sui gangli della perenne e italianissima mediazione degli interessi, operando – seppur in modo limitato – sul piano dell’efficacia delle scelte, che vengono maggiormente concentrate. Si tratta insomma della tendenziale diminuzione degli snodi di contrattazione nel nostro sistema costituzionale: e su questo voteremo.

La fine della Repubblica negoziale?

Non è un mistero che la nostra Costituzione, nata anche quale reazione storica alla dittatura, ha disegnato un sistema di pesi e contrappesi molto incisivo, tale da imbragare qualsiasi tentativo autoritario. Ora, questo sistema – così pensato astrattamente in origine – ha finito col tempo per diventare un sistema di costante e pervasiva negoziazione di ogni scelta ad ogni livello: in Parlamento, al Governo, nelle Regioni. Ogni scelta deve passare per mille tavoli, mille livelli e mille stakeholder. Quella che è nata come una repubblica parlamentare, insomma, è degradata in una repubblica negoziale: che è la forma di governo “materiale” del nostro paese da decenni, a prescindere dalla “Costituzione più bella del mondo”. Ecco, la riforma va nella direzione contraria: cerca di sfoltire gli snodi di contrattazione, di agire in riduzione sui gangli della perenne e italianissima mediazione degli interessi, operando – seppur in modo limitato – sul piano dell’efficacia delle scelte, che vengono maggiormente concentrate. Si tratta insomma della tendenziale diminuzione degli snodi di contrattazione nel nostro sistema costituzionale: e su questo voteremo.